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Una ragazza come (tan)te

Ciao amici,

Gli inizi mi hanno sempre spaventata: il primo giorno di scuola, la prima volta dal dentista, la prima guida in tangenziale, persino la prima chiacchierata con un amico nuovo, eppure, nonostante le mie paure, non vedevo l’ora che questa nuova avventura cominciasse.

Innanzitutto mi presento, mi chiamo Pinetta (magari il perché ve lo dico più in là), ho 21 anni e frequento la facoltà di Lettere Moderne all’università Aldo Moro di Bari. Adoro i classici, la pizza, le città tristi e quelle piene di vita, la cultura giapponese, la Disney, i film vecchi, la mia cagnolina Dedé e la luce dei tramonti.

Se mi chiedessero cos’è per me la felicità non esiterei a ripercorrere mentalmente tutte quelle pagine di letteratura che hanno segnato la mia vita, riuscirei quasi a vedere le strade soleggiate di una nuova città da visitare con una canzone dei Beatles o dei Rolling Stones nelle cuffiette e quasi toccherei con mano le opere senza tempo degli artisti che amo. Respiro aria di gioia ogni giorno nel quale mi sveglio e ho la possibilità di sentirmi in qualche modo legata ad un mondo che ha davvero tanto da offrirmi.

L’obiettivo principale di questo blog è, infatti, quello di condividere, con chi di voi ne avrà voglia, la passione per almeno 4 delle cose che ci permettono di svegliarci felici e pieni di speranza ogni giorno: i libri, il cinema, l’arte e i viaggi. Ci saranno rubriche relative a consigli di letture varie ed eventuali, femminismo, serie tv, film della settimana, videoblog di viaggi in giro per il mondo e tante tante altre cose.

Per chi di voi avesse voglia di scoprire un po’ il mondo di una ragazza come tante e condividere con me le proprie passioni, potete iscrivervi al mio blog, seguirmi sulla pagina instagram “Theworldofpini” e restare aggiornati sui miei prossimi post.

Ireland

 

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Film creepy in arrivo al cinema ad Ottobre.

Sento già il ritornello di “This is Halloween” ronzarmi nelle orecchie.
Candele profumate arancioni, rossetto scuro, abiti total black e zucche esposte in ogni negozio della città, siete tutti pronti per questo creepy Halloween?
Mentre metà popolazione mondiale rimane affascinata dalla serie tv Hill House, io vi riporto qui soltanto alcuni nuovi film in arrivo al cinema.

  1. Piccoli brividi 2 
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    Esiste un solo bambino al mondo che non se la sia fatta sotto leggendo le terribili storie di Piccoli brividi? Ne dubito.
    Il film diretto da Ari Sandel, è ambientato durante la notte Halloween e narra di due ragazzi che in una casa abbandonata della cittadina di Wardenclyffe trovano un manoscritto un tempo appartenuto a Robert L. Stilne intitolato “Haunted Halloween”.
    Appena aperto, ecco che spunta fuori Slappy, che insieme ai suoi alleati mostri comincia a “organizzarsi” per trasformare la Notte delle streghe nell’Apocalisse.
    Ad aiutare i due giovani amici sarà la sorella di uno di loro.

  2. Halloween, affronta il tuo destino
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    A quarant’anni dalla follia omicida di Michael Myers, il serial killer diventa il soggetto di un documentario sul crimine. Quando la troupe del documentario fa visita a Myers in prigione, però, l’assassino fugge, recupera la sua maschera e cerca vendetta su Laurie Strode, che era scappata alla strage nella sanguinaria notte delle streghe. Da anni, così, la donna aspetta il ritorno dello spaventoso stalker nella sua vita.

  3. Millenium, quello che non uccide
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    Lisbeth Salander, figura di culto e personaggio principale dell’acclamata serie di libri Millennium creata da Stieg Larsson, tornerà sul grande schermo in Quello che non uccide, il primo adattamento del recente bestseller mondiale scritto da David Lagercrantz. La vincitrice del Golden Globe, Claire Foy protagonista della serie The Crown, interpreterà l’iconica hacker sotto la direzione di Fede Alvarez.

    Io amo letteralmente Claire Foy e non vedo l’ora di vedere questo film!

  4. Il mistero della casa del tempo

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    Il film diretto da Eli Roth, racconta l’avventura magica e misteriosa di un ragazzino di 10 anni, Lewis Barnavelt , che si trasferisce a vivere nella casa vecchia e scricchiolante dell’eccentrico zio Jonathan. In questa strana dimora si nasconde un mondo segreto ricco di magie, misteri, streghe e stregoni che si rivelerà quando Lewis scoprirà che suo zio e la sua migliore amica Mrs Zimmerman (Cate Blanchette) sono due potenti maghi che lo coinvolgeranno in una missione segreta: scoprire l’origine e il significato del ticchettio di un orologio nascosto da qualche parte nei muri di casa.

  5. Hell fest

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    Un festival itinerante a tema horror, con labirinti, giostre e attori mascherati che spaventano i visitatori. Natalie, Brooke e i loro amici partecipano alla serata per assaporare la paura e vivere l’adrenalina con altre migliaia di persone.
    Ma per una mente deviata l’Hell Fest non è solo un’attrazione: è l’opportunità di uccidere davanti agli occhi inebetiti dei visitatori, troppo presi dal macabro divertimento per capire che qualcosa di orribile sta succedendo davvero…

    Eccovi qui la lista, quale non vi perderete assolutamente?

A star is born, lo splendido esordio di Lady Gaga.

Per questo remake diretto dall’abile Bradley Cooper, Stefani Germanotta (in arte Lady Gaga) abbandona gli abiti eccentrici per rivestire i panni di una ragazza semplicissima di nome Ally che di giorno lavora come cameriera e di sera si esibisce, travestendosi, in un pub. Proprio in questo bar Ally incontra per la prima volta la rockstar Jackson Maine (Bradley Cooper), capitato lì per un rifornimento di gin, il quale si innamora della voce della protagonista e decide di uscire con lei.
Il rapporto che si sviluppa tra i due stravolge la vita di entrambi, di fatto è proprio Jackson ad incitare Ally, disillusa a causa di commenti negativi sul suo aspetto estetico da parte di vari produttori musicali, a tentare di farsi strada nel mondo della musica.
Tuttavia il bicchiere di Jackson, in questo caso spesso di vodka o gin, è sempre mezzo pieno e ciò destabilizzerà non poco, oltre che il loro matrimonio, anche le loro vite.

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Ho trovato l’interpretazione dei protagonisti a dir poco impeccabile, per non parlare dell’intesa che si è creata tra i due. Una stella è nata e il suo nome è Lady Gaga.
Cooper è riuscito a raggiungere un perfetto equilibrio tra musica e cinema senza mai trascendere nel trash o nello scontato. Il film, impregnato dal passato difficile dei due innamorati, colpisce dritto al cuore dello spettatore che non ha difficoltà ad identificarsi in un uomo tormentato dai suoi stessi vizi e in una donna che deve combattere contro i canoni estetici di “quel mondo” per poter esprimere ciò che realmente ha da dire.

Dire che la colonna sonora è da oscar sarebbe riduttivo. I testi delle canzoni sembrano scavare a fondo nell’intimità della protagonista facendo fuoriuscire le fragilità che accomunano un po’ tutti.
Vi riporto il testo della canzone che ho preferito: I’ll never love again.

Wish I could
I could have said goodbye
I would have said what I wanted to
Maybe even cried for you

If I knew it would be the last time
I would have broke my heart in two
Tryin’ to save a part of you

Don’t want to feel another touch
Don’t want to start another fire
Don’t want to know another kiss
No other name falling off my lips
Don’t want to give my heart away
To another stranger
Or let another day begin
Won’t even let the sunlight in
No I’ll never love again
I’ll never love again
Ooouuu ooou oou

Oh

When we first met
I never thought that I would fall
I never thought that I’d find myself lyin’ in your arms
Mmmm mmmm
And I wanna pretend that it’s not true oh baby that you’re gone
Cause my world keeps turnin’ and turnin’ and turnin’ and I’m not movin’ on

Don’t want to feel another touch
Don’t want to start another fire
Don’t want to know another kiss
No other name falling off my lips
Don’t want to give my heart away
To another stranger
Or let another day begin
Won’t even let the sunlight in
No I’ll never love

I don’t wanna know this feeling unless it’s you and me
I don’t wanna waste a moment
Hoooo ouuu
And I don’t wanna give somebody else the better part of me
I would rather wait for you
Hoooo ouuu

Don’t want to feel another touch
Don’t want to start another fire
Don’t want to know another kiss
Baby unless they are your lips
Don’t want to give my heart away to another stranger
Or let another day begin
Won’t even let the sunlight in
Oooo I’ll never love again
Love again
I’ll never love again
I’ll never love
Again

I won’t I won’t I swear I can’t
I wish I could but I just won’t
I’ll never love again
I’ll never love
Again

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A star is born sensibilizza il pubblico su tematiche importanti come i canoni estetici, l’alcolismo e la ricerca della propria forza interiore per affrontare la vita.
Ho trovato la seconda parte un po’ troppo lenta, pertanto non mi sento di giudicarlo un film da 5 stelle, nonostante ciò consiglio a tutti di vederlo perché è un film che fa emozionare e noi, soprattutto in questo periodo storico, abbiamo bisogno di emozionarci.

E voi l’avete già visto o avete intenzione di farlo?
Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

Maniac, serie rivelazione o cliché netflixiano?

Il 21 settembre netflix ci ha regalato la serie che tutti aspettavamo da tempo un po’ per la tipica trama ingarbugliata e intrigante un po’ per il cast stellare che porta grandi nomi come quelli di Emma Stone e Jonah Hill.


Maniac
di Cary Fukunaga, drama dai toni grotteschi e dalle ambientazioni fantascientifiche, porta sullo schermo due protagonisti, Annie e Owen, che si incontrano nel momento più triste della loro vita in cui la prospettiva di testare nuovi farmaci che li porteranno a vivere in altre realtà virtuali è preferibile all’accettazione della loro vuota esistenza.
Le varie manie dei protagonisti ci vengono spiegate in maniera approfondita dagli autori dedicando il primo episodio interamente al protagonista maschile Owen (Jonah Hill) e il secondo alla protagonista femminile Annie (Emma Stone).
Entrambi stremati dalle difficoltà di una vita che non merita di essere vissuta decidono di rivolgersi alla Neberdine Pharmaceutical and Biotech per ricoverarsi qualche giorno al fine di sperimentare nuovi farmaci che dovrebbero curare le varie problematiche di coloro i quali sono affetti da manie varie ed eventuali.

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Il terzo episodio introduce il pubblico alla prima sperimentazione della pillola “A” che porta i vari pazienti in una realtà artificialmente stimolata. Questa prima fase prevede che le cavie rivivano, nella maniera più fedele possibile alla realtà, l’evento più traumatico della loro esistenza, mostrandoci come alcuni personaggi quasi provino piacere a rivivere certi traumi perché in qualche modo li tengono vicini ad una vecchia parte di se stessi. Le altre due fasi della sperimentazione, invece, avranno il compito di correggere e guarire i pazienti da quegli stessi traumi attraverso la simulazione di realtà diverse che man mano diventano sempre più complesse.

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Fukunaga ci mette difronte a numerosi mondi ed epoche differenti tanto che vedremo la stessa Emma Stone in versione elfo, in panni molto simili a quelli Legolas del Signore degli anelli, e successivamente ci fa vedere una coppia di americani medi in crisi matrimoniale, la cui missione è quella di rubare e consegnare un lemure alla sua legittima proprietaria.

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E’ proprio qui che nasce la critica di chi pensa che Maniac sia solo un mix disordinato di tutte le più celebri Serie Tv degli ultimi anni. Come se si trattasse di un pentolone nel quale Fukunaga ha inserito un pizzico di fantasy, un cucchiaio di Stranger Things, sprazzi di toni dark-comedy e q.b. della psicopatia di The end of the fuc**** world.

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Onestamente non mi ritrovo in questo pensiero.
Devo ammettere che, stranamente, non ho mai sentito il forte desiderio di andare avanti ad ogni puntata per vedere cosa sarebbe successo, tuttavia ho apprezzato molto la fantasia degli autori e le capacità interpretative della splendida Emma Stone.
Credo, inoltre, che il messaggio finale di questa Serie Tv dovrebbe realmente far riflettere tutti, perciò spero che Maniac abbia il successo che si merita.

E voi, avete già visto questa serie? Che ne pensate?

GDL: La chimera di Praga cap. 37-42

Salve lettori,
oggi tocca finalmente al mio blog raccontare alcuni capitoli de La chimera di Praga della splendida Laini Taylor. Non perdiamoci in chiacchiere dunque.

La chimera di Praga:
Karou ha 17 anni, è una studentessa d’arte e per le strade di Praga, la città dove vive, non passa inosservata: i suoi capelli crescono di un naturale blu acceso, la sua pelle è ricoperta da un’intricata filigrana di tatuaggi e parla una straordinaria quantità di lingue. Spesso scompare per giorni, e nessuno sospetta che durante quelle assenze vada in giro per il mondo a compiere missioni per Sulphurus, il demone chimera che l’ha adottata alla nascita. Karou non sa nulla delle proprie origini, né possiede ricordi dei suoi veri genitori, e una strana sensazione di vuoto, di memoria perduta agita i suoi pensieri e i suoi sogni senza mai abbandonarla. Così la sua quotidianità praghese, dominata dalla passione per il disegno, è intervallata da improvvisi ed esotici viaggi che la conducono fin dentro i più fumosi vicoli della medina di Marrakesh. Chi è dunque questa giovane e talentuosa avventuriera? Quale mondo si cela in quei disegni di corpi metà animali e metà umani che costellano i suoi fogli? Arriverà una guerra, spietata e senza tempo, a svelare la natura di Karou e della sua famiglia e a farle conoscere il vero amore, tanto passionale quanto contrastato. Il risultato sarà un racconto ricco di atmosfere, in cui figure di antiche religioni si fonderanno con la tradizione magica del vecchio mondo.

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Cap. 37-42:

Nei primi capitoli è guerra. Angeli contro chimere. Chimere contro angeli. Akiva contro i suoi stessi fratelli. Il racconto dell’incontro passato con Madrigal probabilmente avrà fatto ingelosire un po’ tutte le lettrici. Akiva resta folgorato dalla dolcezza di questa ragazza chimera e riscopre un lato di se stesso che non sapeva neanche di avere. Madrigal lo salva in tutti i sensi e lui cerca di salvare lei e le altre chimere. Di qui in poi si creerà un solco incolmabile tra Akiva e gli altri angeli. “Lucida follia” è l’ossimoro utilizzato dalla Taylor per descrivere il forte sentimento dell’angelo.
Il protagonista di questi capitoli è sicuramente Akiva del quale conosciamo mille sfaccettature. L’angelo sta volando verso Marrakech alla ricerca di Karou con stretto tra le sue mani l’osso del desiderio che gli fa ricordare un discorso con Madrigal nel quale quest’ultima gli spiegava la vera utilità di quell’osso:

“Oh non è magia. I desideri non si avverano sul serio.”
“Allora perché farlo?”
“Speranza? La speranza può essere una forza potentissima. Forse non c’è vera magia in essa, ma quando sai quello che speri di più in assoluto e lo custodisci come luce dentro di te, puoi far accadere le cose, quasi come una magia.”

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La scena ritorna su Karou che inerme aspetta il ritorno di Akiva e pian piano si rende sempre di più conto di quanto sia innamorata di lui, di quanto abbia bisogno che le sue mani la riscaldino nonostante le temperature elevate di quella primavera, di quanto voglia scoprire la verità su se stessa. Akiva la raggiunge e da questo momento in poi inizia una suspense infinita che ci accompagnerà fino alla fine del cap. 42.
Karou non ha spezzato l’osso, non sappiamo ancora la verità. Che crudeltà dover aspettare ulteriormente per saperne di più!

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Devo essere sincera fino a qualche capitolo fa il libro non mi aveva preso minimamente.
Non riuscivo ad appassionarmi, nonostante apprezzassi il lavoro del worldbuilding e avessi in simpatia le protagoniste femminili. Adesso sinceramente non so neanche come ho fatto a fermarmi. Voglio sapere di più, voglio conoscere la verità.

Se anche voi volete scoprire qualcosa in più, non perdetevi le prossime tappe sui blog delle altre lettrici. A presto!

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Le parole di miele di Rupi Kaur

Salve lettori,
oggi parliamo del fenomeno mediatico degli ultimi anni che per nostra fortuna è una donna. E che donna! Rupi Kaur è un’autrice anglofona di origine punjabi, all’età di 5 anni la madre le dà un pennello e le dice: “Disegna ciò che vuole il tuo cuore”. Da quel momento in poi Rupi non abbandonerà più la sua arte.
Dopo il successo di Milk and honey, l’autrice si è nuovamente raccontata in un libro di brevi pensieri scanditi da frasi dal sapore dolceamaro intitolato The sun and her flowers.

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Rupi, con la sua prosa delicata ed efficace lascia trasparire una forza interiore al 100% femminile. Si definisce una femminista e di fatto è proprio la figura di donna a spiccare nei suoi libri. La donna forte, quella fragile, l’immigrata, la sensibile, l’insicura, la narcisista, insomma la donna in tutte le sue sfumature.

The sun and her flowers, è diviso in cinque capitoli (l’appassire, il cadere, il radicare, il crescere e il fiorire) e ci racconta attraverso parole affilate come coltelli le varie fasi di rinascita a seguito di una dura separazione.
Il senso di abbandono, il vuoto di un mondo che ti si smaterializza difronte ad ogni respiro, l’assenza e il dolore che caratterizzano i primi capitoli vengono pian piano sostituiti da una lenta e soffocata rinascita. Pian piano si arriva alla coscienza di quanto assurdo possa essere mettere al primo posto qualcuno di diverso da se stessi, qualcuno che se lo avesse voluto sarebbe potuto restare, ma non l’ha fatto. Non l’ha voluto.
Ci si sveglia un giorno con un’improvvisa nuova consapevolezza: prima di amare qualcun altro, bisogna imparare ad amare se stessi, rinascere e trovare la forza di ricominciare con più forza di prima.

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Dietro le parole di miele di Rupi Kaur si nasconde il segreto della resilienza.
Un segreto che l’autrice sceglie di condividere con i lettori nella maniera più semplice e trasparente possibile: attraverso i suoi più intimi pensieri.
La poesia è morta, dicevano, ma sfogliando le pagine di questo libro ci si rende sempre di più conto di quanto questo non sia vero. Il carattere salvifico della poesia ha aiutato l’autrice ad andare avanti, a ricomporre i pezzi del puzzle e rialzarsi più forte di prima.
Leggere questo libro, vi farà riscoprire di nuovo interi. Vi salverà.
Non siamo mai soli in questo mondo, c’è sempre qualcuno che soffre quanto noi.
E poi rinasce. Si rinasce sempre.

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William Shakespeare in pillole

Salve a tutti lettori,
oggi è ufficialmente terminato il progetto “Five Days Of Shakespeare” e per festeggiarne la riuscita vi pubblicherò qui qualche informazione sulla sua biografia (della quale in realtà si sa ben poco) seguite da alcune delle sue citazioni più belle.

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William Shakespeare poeta e drammaturgo inglese, nasce a Stratford-upon-Avon nel 1564. La sua famiglia apparteneva alla classe benestante inglese. Il padre era una un facoltoso mercante mentre la madre si fregiava del blasone di un casato della piccola nobiltà terriera. Nel 1582 lo scrittore sposa Anne Hathaway, bella ragazza di umili origini, proveniente da una famiglia contadina. Anne darà al drammaturgo ben tre figli di cui gli ultimi due gemelli. Intanto, William intraprende con decisione la scelta di vivere per il teatro. Non solo dedica anima e corpo all’attività di attore, ma spesso scrive da solo i testi, tanto che dopo qualche anno può già vantare una cospicua produzione. Trasferitosi a Londra, nel giro di qualche tempo si conquista una discreta fama. Aveva infatti una partecipazione nei profitti della compagnia teatrale dei Chamberlain’s Men, successivamente chiamatisi King’s Men, che metteva in scena suoi e altrui spettacoli. In seguito, i considerevoli guadagni provenienti dalle rappresentazioni teatrali gli consentirono fra l’altro di essere comproprietario dei due teatri più importanti di Londra: il “Globe Theatre” e il “Blackfriars“.

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Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si consumano al primo bacio. Il più squisito miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l’amore che dura fa così.
(Romeo e Giulietta)

Col tempo finiamo con l’odiare ciò che spesso temiamo.
(Antonio e Cleopatra)

Siamo fatti della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.
(La tempesta)

Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo tante piccole stelle, allora il cielo sarà così bello
che tutto il mondo si innamorerà della notte.
(Romeo e Giulietta)

Rinuncia al tuo potere di attrarmi ed io rinuncerò alla mia volontà di seguirti.
(Sogno di una notte di mezza estate)

Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione.
(Pene d’amore perdute)

È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti.
(Otello)

Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.
(Re Lear)

Amami o odiami, entrambi sono a mio favore.
Se mi ami, sarò sempre nel tuo cuore,
se mi odi, sarò sempre nella tua mente.
(Sogno di una notte di mezza estate)

Ride delle cicatrici colui che non è mai stato ferito.
(Romeo e Giulietta)

Dubita che le stelle siano fuoco;
dubita che il sole si muova;
dubita che la verità sia mentitrice:
ma non dubitare mai del mio amore.
(Amleto)

Quando non c’è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso.
(Otello)

Se ci pungete, non sanguiniamo, e se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate, non moriamo? E se ci fate torto, non ci vendicheremo?
(Il mercante di Venezia)

La sostanza degli ambiziosi è l’ombra di un sogno.
Un sogno non è che un’ombra.
Davvero e l’ambizione la ritengo di natura così aerea e leggera da essere soltanto l’ombra di un’ombra.
(Amleto)

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Anche voi amate le sue tragedie? Fatemelo sapere nei commenti.

Metodi efficaci per imparare a leggere e guardare film in inglese

Vi siete innamorati di una saga della quale soltanto il primo libro è stato tradotto in italiano? Vorreste vedere un film che in Italia non è ancora uscito ma non capireste niente in lingua originale? Oppure semplicemente vi piacerebbe riuscire a comprendere quantomeno delle canzoni o i discorsi dei vostri attori preferiti?

Sembra difficile, ma in realtà approcciarsi all’inglese è abbastanza semplice per i ragazzi della nostra generazione che, avendo alle spalle anni di studio scolastico della lingua, dovrebbero quantomeno possedere delle basi grammaticali.

In mancanza di basi consiglio di frequentare un corso di lingua, se si ha la possibilità, altrimenti scaricare qualche app per il telefono e acquistare un buon libro di grammatica con annessi degli esercizi. Informazioni di questo genere potete tranquillamente chiedermele in privato.

Quando ci sono basi (più o meno) solide i modi per arricchire la vostra conoscenza sono svariati e ve li indico in ordine cronologico in modo tale che il vostro “studio” possa essere graduale ed efficace:

  1. Cartoni animati: guardare i cartoni in lingua originale e sottotitolati è sicuramente il primo passo da fare in quanto generalmente i doppiatori dei cartoons scandiscono bene le parole ed utilizzano un linguaggio accessibile. Il passo successivo sarà ovviamente quello di togliere i sottotitoli.
    Anche se doveste perdervi qualche parola o qualche frase, non importa. L’importante è abituare l’orecchio allo sforzo della comprensione di una lingua straniera.

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  2. Favole: leggere favole in inglese è molto semplice e vi aiuterà ad entrare in confidenza con la lingua.

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  3. Canzoni: lo facevamo da piccoli ed era sicuramente una delle abitudini più sane di tutte, spaccarci di musica inglese e americana, imparare i testi per non sfigurare davanti agli amici e cercare le traduzioni su lyrics.com Uno dei metodi più infallibili in assoluto per imparare parole nuove.

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  4. Libri: una volta stabilito l’approccio con la lingua bisogna buttarsi a capofitto nella lettura del primo vero e proprio libro in lingua originale. Iniziare con Shakespeare ovviamente non sarebbe il massimo, perciò vi consiglio una serie di autori e libri semplici dai quali iniziare: John Green (The fault in our stars, Paper Town) , Jojo Moyes (Me before you, Me after you), Madeline Miller (Circe, The song of Achilles) e poi moltissimi libri young adult come Eliza and her monsters, Geekerella, Mosquitoland e così via.
    Vi consiglio inoltre di leggere di libri di cui conoscete già la storia in modo tale che pur non comprendendo alcune frasi, il senso generale resti chiaro.
    Tra questi raccomando storie celebri come: Alice nel paese delle meraviglie, Il libro della giungla, Cenerentola e così via.
    Una volta raggiunto il giusto grado di conoscenza vi scoprirete in grado di leggere autori del calibro di Fitzgerald e della Austen.

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  5. Film: Dopo aver superato i primi quattro step, guardare un film in lingua originale sarà un gioco da ragazzi. All’inizio vi consiglio di guardarli sempre con i sottotitoli in modo tale da poterli consultare velocemente.

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    Detto questo, spero di esservi stata utile e attendo semplicemente che mi diate un feedback per capire se questi miei trucchetti vi sono stati d’aiuto.
    A presto, lettori!